Cosenza inguardabile e sprecone, l’Ascoli fa il minimo e ringrazia (1-3)

COSENZA (4-3-2-1): Marson; Rispoli, Vaisanen, Rigione, Martino (La Vardera); Kornvig (Brescianini), Voca, Florenzi; Merola (D’Urso), Brignola (Zilli); Larrivey. A disp.: Lai, Matosevic, Meroni, Panico, Nasti, Vallocchia, Venturi. All. Viali

ASCOLI (3-5-2): Leali; Simic, Botteghin, Quaranta; Donati (Adjapong), Collocolo, Giovane (Eramo), Caligara, Falasco (Giordano); Dionisi (Ciciretti, Lungoyi), Gondo. A disp.: Guarna, Baumann, Salvi, Falzerano, Tavcar, Buchel, Mendes. All. Bucchi

ARBITRO: Sacchi di Macerata, assistenti Vivenzi e Ranghetti, Var Nasca, Avar Muto.

NOTE: Giornata soleggiata con solo un pò di vento. Spettatori un migliaio circa, osservato un minuto di silenzio in ricordo di Mihajlovic. Sciopero del tifo nei primi 15′ di gara. Recupero: 2′ e 5′

AMMONITI: Falasco, La Vardera, Larrivey

MARCATORI: 16’Donati, 89′ Gondo, 93′ Nasti, 94′ Collocolo

E ora si fa durissima, l’Ascoli passa 3-1 al Marulla e inguaia ulteriormente un Cosenza inguardabile, sterile, in parte sfortunato (traversa di Brignola) e poi tardivo nel reagire, infine sprecone e punito da Gondo,. L’Ascoli fa meno del minimo e ottiene il massimo, per il Cosenza la peggiore giornata possibile, per i risultati degli altri campi e la perdurante contestazione a patron Guarascio (“Liberate il Cosenza calcio, vogliamo un presidente” ).

FORMAZIONI – Viali fa 4-3-2-1, collocando Kornivg in mediana (Calò ancora out) e Merola e Brignola dietro a Larrivey. Rientra Martino sulla mattonella di terzino sinistro. Bucchi, fresco di rinnovo, ritrova in porta Leali dopo due mesi e mezzi e opta per un 3-5-2 affidando a due pezzi da 90, Dionisi e Gondo, gli intenti offensivi. L’ex Collocolo a presidiare la mediana con licenza di inserirsi e offendere. Ascoli desideroso di ricordare la figura del presidentissimo Rozzi, scomparsioe sattamente 29 anni fa. Impronta di un calcio che non c’è più.

CRONACA – Squadre in campo ma prima fischi sonori dei pochi presenti indirizzati al presidente Guariascio. “Il Cosenza è del suo popolo”, l’urlo di rabbia della tifoseria riassunto nella striscione apparso in Curva Nord. Primo squillo una bella conclusione dal limite di Voca al 3′, palla alta. Al 5′ è il turno di un colpo di testa di Brignola su cross di Larrivey, palla fiacca sui guantoni di leali.  Il Cosenza approccia bene e spesso si accende con le sponde aeree di Larrivey. Si accende, potente, il grido delle curve al 16′ contro il aptron scuote la quiete apparenmte. Ancor di più esplosivo è però, il gol di Donati di tacco su cross da sinistra di Larrivey, Ascoli avanti. Il Cosenza, ancora una volta troppo morbido su un’azione tutt’altro che irresistibile, si ricompone al 25′ sfiora il gol ma la punizione al limite di Brignola impatta sulla traversa. Al 30′ da Martino a Florenzi, palla a Larrivey e ancora a Martino che si smarca in piena area e calcia da sinistra, ottima posizione ma conclusione smorzata dall’attenta difesa bianconera. Al 34′ Ascoli vicinissimo al raddoppio, cross da sinistra di Falsco e l’ex Colloclo solo solo si emooziona e di testa inquadra fuori regalando al Marulla ulteriore speranza. Al 41′ show di Collocolo da sinistra, ma la conclusione di punta a due passi da Marson è sporcata in angolo. Il Cosenza appare impotente ma a un passo dal fischio di pausa avrebbe la chance dlela vita: Merola su assist di Rispoli e sporcatura della difesa manca, in girata, il gol del fondamentale 1-1. E sul Marulla calano i fischi e  lo scoramento. Al rientro facce nuove, ma solo per l’Ascoli, con Eramo e Giordano. Viali attende qualche minuto (l’undicesimo per l’esattezza) e, visto che il Cosenza rientrato dagli spogliatoi è ancora non pervenuto, fa entrare D’Urso e Zilli. Per la prima conclusione, alta di Rispoli, bisogna attendere il 56′. Tutto il resto è sbadigli e preoccupaziopne per un Cosenza che non reagisce agli stimoli che arrivano dalla sua gente. Ci provano Kornvig e Rispoli, ma la mira è sempre alta. Dall’altra parte è Dionisi a tentare, in ripartenza, il colpo che archivi la partita, ma  Marson salva di piede. Al 70′ Viali cambia ancora, 4-3-1-2 con D’Urso dietro le due punte e Brescianini in mediana per un Kornivg almeno volenteroso. Primo angolo dei lupi al 75′ e occasionissima copn colpo di testa di Rispoli, paratona di Leali e Zilli mette fuori a porta vuota. Poco dopo è Larrivey a cadere per le terre, ma il Var tace. L’Ascoli sbaglia cnora il 2-0 e dall’altra parte, è il minuto 80, D’Urso prova dal limite a giro, nulla di buono. All’85’ fuori anche un brutto Florenzi, dentro Nasti e un minuto dopo Cosenza grida al gol, ma Larrivey (testa) e Zilli (piede) sbattono su Leali e non riescono clamorosamente a metterla dentro, ma era fuorigioco. All’88’ si gira in area Brescianini, Leali blocca tranquillo. Passa un altro minuto, e il “delitto “è servito. Gondo riceve palla da Lungoyi a limite d’aria fulmina un disattento Marson. Game over, o quasi perchè l’ultimo scintillio lo regala il gol di Nasti su assist di D’Urso al 93′, validato dal Var.  Anzi il penutlimo, perchè Collocolo decdie di fare il Maradona e fare il 3-1, stavolta finale. Ultima nota: arbitro Sacchi inguardabile, forse anche più di questo Cosenza che perde sempre più contatto dalla salvezza diretta.

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