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Toro e Cosenza: un “Mondo” di storie di ex e doppi ex

I destini di Torino e Cosenza si sono incrociati poche volte sul campo ma tanti ed importanti sono i personaggi che mischiano i colori granata con quelli rossoblù nel loro dna calcistico.

Calciatori che giurano fedeltà ad un solo club (sempre più rari), calciatori simili a pastori erranti che vagano da una città all’altra, che indossano la casacca, poi ad ogni cambio stagione, come i serpenti nella fase della muta, lasciano sulla strada la pelle vecchia come se nulla fosse, come un vestito da buttare via.

Mondonico e la famosa sedia alzata al cielo in segno di protesta contro le decisioni arbitrali (Ajax-Torino)

In mezzo, tra un eccesso e l’altro, quei calciatori a cui basta poco per lasciare il segno ed entrare nel cuore di una tifoseria. Se avranno seminato bene allora raccoglieranno sul terreno, al momento del loro ritorno, frutti maturi di applausi e ovazioni; se invece si saranno serviti di concime scadente, allora verranno vessati da un raccolto fatto di fischi e insulti. Ma questo è tutto un altro discorso e non ci interessa, si parla semplicemente di giocatori e allenatori che hanno vestito nel corso della loro carriera la maglia del Torino e del Cosenza, o viceversa.

Poggi e VENTURIN… Ricordate Giorgio Venturin, vero? Insieme a Poggi la torcida bruzia gli aveva coniato un coro rimasto negli annali e scolpito nella memoria dei più agée. Il centrocampista classe ’68 esplode a Cosenza nella stagione 1988/89 sotto l’egida di Bruno Giorgi, prima di andare a fare le fortune del Torino dell’era Mondonico.

IL “MONDO” Ecco, proprio lui, il Mondo, indimenticato allenatore scomparso pochi mesi fa: protagonista indiscusso dell’ultimo grande Toro, vincitore di una Coppa Italia e il grande rimpianto per una Coppa Uefa sfiorata con le dita di una mano che alzava rabbiosamente una sedia in segno di protesta. Poi un’esperienza piuttosto ballerina in riva al Crati, chiamato ed esonerato, richiamato e riesonerato dal vulcanico patron Pagliuso sia nella stagione 2001/02 che in quella successiva.

GIGI LENTINI Sotto l’ala protettiva del tecnico di Rivolta d’Adda è cresciuto e poi definitivamente esploso il funambolico Gigi Lentini. Mister 42 milioni, nomignolo che gli venne affibbiato dopo l’esoso trasferimento al Milan, ha infiammato la piazza granata nei primi anni ’90 e, sebbene a fine carriera, dato prova della sua immensa classe anche a Cosenza. Quasi 100 presenze in rossoblù per ‘Re Luis’ e il vanto di non aver abbandonato i lupi nemmeno nell’abisso della Serie D.

Gigi Lentini col compagno di allora Tomaso Tatti (photo Rosito)

Intervistato da ‘La Gazzetta dello Sport’ sulla gara di domenica ha speso belle parole per Cosenza: “È stata una scelta decisa da me, dove mi sono sentito libero. A Cosenza non erano più i soldi, non era più niente: solo amore per il calcio. Una città che mi è rimasta dentro, tant’è che ho ancora una casa, qui c’è un pezzo di me”.

DIAWARA In lista c’è anche il rude difensore senegalese Djibril Diawara, celebre per aver colpito con una gomitata in pieno volto Pippo Inzaghi in un match di Champions League tra Monaco e Juventus. Il colored è transitato sia da Torino (dal 1999 al 2001) che da Cosenza (8 presenze e 1 rete nel 2001/02).

Doppio ex insospettabile è Gaetano Carrieri, per lui 2 presenze con il Torino (di cui una proprio in Torino-Cosenza 3-1, Coppa Italia 2010/11) e 9 apparizioni con i silani nel 2014/15. Unico ex di giornata invece sarà il portiere Umberto Saracco, che non ha mai esordito in prima squadra con i granata ma è cresciuto nel settore giovanile all’ombra della Mole.

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